L’autore

 

Fabrizio Borghetti (Cesena, 1966) è Eat-Coach ® , economo-dietista, Dottore in Scienze e Tecnologie del Fitness e dei prodotti della Salute presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Camerino con Tesi sulla incidenza e prevalenza dei Disturbi del Comportamento Alimentare all’interno dei centri fitness, Master Universitario Internazionale in Nutrizione e Dietetica Applicata presso la Facoltà di Medicina di Ancona per conto dell’Università Politecnica delle Marche, Personal Trainer e Functional Trainer.

Ha praticato per molti anni in modo agonistico vari sport, tutti legati alla forza fisica (powerlifting, body-building ecc.) ed ora da molti anni insegna ai suoi pazienti, oltre a nutrirsi correttamente, allenamento di tipo funzionale avanzato, uso del bilanciere, bulgarian-bags e kettlebell-training sempre puntando all’adattamento fisico e mentale in grado di addestrare il corpo a sopportare sia i carichi fisici quanto le avversità della vita.

La sua esperienza nell’agonismo e in campo alimentare in prima persona, gli studi scientifici, i continui aggiornamenti e l’esperienza trentennale con i propri pazienti sono alla base di questo libro in cui affronta, con competenza, ma anche con senso dell’umorismo e spirito dissacrante, questioni che interessano milioni di italiani.

Come sono diventato uno scrittore… o quasi

Ho sempre amato scrivere, fin da bambino. Scrivere e disegnare. Ma non ho mai sfruttato o dato spazio a queste capacità “artistiche”; sì, ho fatto qualche dipinto a matita o carboncino per la mia famiglia o per divertimento.

Ho fatto qualche fumetto o caricatura negli anni di scuola, allo scopo di esorcizzare il timore verso i professori più severi; oppure ai convegni, elaborando parodie dei volti dei relatori più noiosi e logorroici. Fin dalle scuole medie ho sempre scritto “di getto”, senza mai elaborare una brutta-copia di ciò che scrivevo. Ho sempre scritto come se mi avrebbe annoiato poi dover rileggere ciò che avevo creato. Infatti non ho mai riletto un mio tema scolastico prima di consegnarlo al professore. Non ho mai controllato l’ortografia o la grammatica e non ricordo, comunque, di aver mai fatto errori particolari. Ricordo invece che, ai tempi delle scuole superiori, la professoressa di lettere mi costrinse a leggere un mio tema davanti a tutta la classe. Fu una forte emozione rendersi conto che non era spiacevole leggere pubblicamente un mio scritto ma che, anzi, il farlo mi dava una sensazione di completezza. Fu come se in quel modo mi fosse più facile spiegare chi ero, cosa ci facevo lì, i miei pensieri o le mie paure. Allora, data la mia natura sognatrice ma nel contempo concreta, pensai che in vecchiaia mi sarei tenuto da parte questa dote per passare il tempo. Dopotutto un talento non se ne va con la vecchiaia, pensavo. Ma la cosa più comica era la mia proiezione nel futuro come se avessi dovuto forzosamente avere una vecchiaia per poter mettere a frutto queste doti artistiche. A quanto ne sapevo sarei potuto morire il giorno dopo investito da un autobus!

L’immagine era bella: una scogliera, io con una camicia bianca e un cavalletto che disegno le linee del volto della donna che avrebbe scelto, autolesionisticamente, di invecchiare con me. Poi, all’imbrunire, davanti a una vecchia macchina da scrivere (ogni scrittore pensa sempre alla macchina da scrivere…anche se io, in effetti, uso un pc di nuova generazione che potrebbe essere usato dalla NASA e che non riesco nemmeno ad accendere senza leggere le istruzioni), a mettere una parola dopo l’altra cercando di scrivere un libro che qualcuno avesse voglia di leggere. Poi passarono anni.

Qualche articolo per giornali e testate locali. Qualche articolo per riviste sportive specializzate come Cultura Fisica. Ma mai nulla di veramente memorabile.

Poi, nel marzo del 2004, venni indagato ed arrestato per doping. Passai 6 giorni in carcere a Bologna e altri 82 agli arresti domiciliari mentre gli inquirenti svolgevano le indagini. Fu come se fossi andato in pensione da un momento all’altro. Un balzo in avanti di trent’anni.

E lì iniziai a scrivere.
Il mio primo libro “Prima o poi…mi dopo” narra della mia vicenda giudiziaria e, in modo umoristico, del fanatismo per il corpo e l’estetica, parla del mondo delle palestre e dello sport agonistico e, in parte, anche di un mio modo personale di concepire la pedagogia e l’educazione delle nuove generazioni. Un libro che in 600 pagine tocca molti punti e che, probabilmente, è piaciuto molto di più a me, durante la stesura, che a eventuali lettori non del settore.

Il secondo libro invece nasce a distanza di 3 anni. Il titolo è “Non sono grassa….sono di osso grosso” ed è, a mio modo di vedere, un manuale di sopravvivenza per donne obese o aspiranti tali. E’ un libro dedicato a tutte quelle donne – in sovrappeso vero o presunto – che hanno la malattia mentale di voler dimagrire a tutti i costi ma senza voler fare assolutamente nulla per ottenere il risultato.

Il libro è piaciuto talmente che, pur nei limiti e nelle ingenuità dovute all’inesperienza, ha incuriosito una Casa Editrice importante. E’ così è uscito il terzo libro, a cura della Vallardi, che si intitola “Te la do io la dieta!”. Non parla di una nuova e rivoluzionaria trovata contro la calvizie, ma bensì, di alimentazione!

Questo è il percorso che mi ha portato a diventare uno che, oltre alla professione di dietista e di preparatore-atletico e personal-trainer, ha iniziato a scrivere libri.

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